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Storia

Il nome di Melicucco (dal greco Melikokkos) venne dato ad un piccolo borgo per la dolcezza del clima e l’abbondanza fertile del territorio.

 Scriveva l’abate Pacichelli

“...si chiama dall’etimologia del nome, dolcezza, risuona; ed invero, dall’abbondanza del territorio dalle limpide acque che sgorgano in più fontane e dalla copia de frutta che produce, il terreno, quasi da mellifluaesca invitati, corrono gli abitanti a stanziarvi (...) Il palazzo che quasi diruto prima si vedeva, oggi restaurato e in ottima forma si scorge; oltre poi a molte case rifatte (...) Il territorio abonda di grani, vini e oglio e non li mancano caccia di Lepori, Storni e Faggiani, vien terminato il territorio dal famoso fiume Metramo, abbondantissimo di trotte...”

 

LA STORIA – Frazione di Polistena

Sul finire del Seicento, per le case che vi costruì il feudatario e gli impianti che vi fece si popolò di circa 500 persone. Casale della Baronia di S. Giorgio Morgeto fino al 1568, anno in cui lo comprò lo spagnolo Violante della Quadra da Consalvo II di Cordova; fu successivamente di Cola Tomarchiello da Tropea, di Ottavio Mangeruva che lo acquistò nel 1599; dal 1614 dei Ruffo Scilla, e poi dei Milano che lo tennero fino all’eversione della feudalità.

Il terremoto del 1783 lo quasi distrusse.

L’ordinamento amministrativo disposto dai francesi per legge 19 gennaio 1807 ne faceva un Luogo, ossia Università, nel così detto Governo di Polistena. Col successivo riordino, disposto per decreto 4 maggio 1811, istitutivo di Circondari e Comuni, veniva retrocesso a frazione di Polistena.

 

LA STORIA – Melicucco diventa comune

L’artefice dell’autonomia di Melicucco da Polistena, il sen. Domenico Romano, dovette superare non poche difficoltà di ordine politico e campanilistico. Melicucco appariva schiacciata da Comuni molto importanti come Cittanova, Polistena e Rosarno e si dovette faticare a lungo per concordare i confini con compensi e clausole che impegnarono le parti in causa. Dopo il decreto del re Vittorio Emanuele III dell’8 giugno 1936, convertito a legge alla Camera dei Deputati  l’11 luglio successivo, furono fissati i termini, per l’inaugurazione del nuovo Comune per il 14 luglio dello stesso anno, ancor prima che il Decreto fosse convertito in legge al Senato (il che, di fatto, avverrà il 1° dicembre 1936). Per l’occasione furono impegnati i complessi bandistici di Polistena, Cinquefrondi e della stessa Melicucco. La mattina del 14 luglio il sen. Domenico Romano, accompagnato da alte personalità della provincia accolse, alla stazione di Rosarno,  l’on. Cobolli Giglio ministro dei LL. PP. Ed insieme, dopo aver ricevuto l’omaggio di una folta schiera di convenuti, pranzarono nella casa di Rosarno. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno si formò un lungo corteo per Melicucco, pavesata con striscioni, bandiere e gonfaloni. La gente partecipò in massa alla cerimonia perché segnava la fine di tanti disagi. La giornata si chiuse con la processione del simulacro del protettore S. Nicola.   

Il primo bambino registrato al Comune di Melicucco è Francesco  Luigi Condoluci, conosciuto come “Cicciarrotta”, nato il 14 luglio del 1936. Pare che il secondo nome sia sato imposto in memoria di Luigi Razza.  La prima bambina è Rosa Mercuri, nata il 28 luglio. Il numero uno dei registri di matrimonio è occupato da Maria Itria Milano e Salvatore Pochiero, sposi il 16 luglio. Da allora questa piccola cittadina ha continuato a svilupparsi in modo molto rapido. Raggiungendo, oggi i 4985 abitanti.        

Scriveva un attento cronista del tempo

“L’on. Cobolli Gigli, Ministro dei Lavori Pubblici, viene ad inaugurare al nome del Duce il nuovo Comune.

Il ministro è accompagnato dal nostro grande concittadino Cav. di Gr. Croce Commendatore della Corona d’Italia e di S. Gregorio Magno, Dottor Domenico Romano, Direttore generale dei Lavori Pubblici, che volle al costituzione del Comune e questa inaugurazione eccezionale. A ricevere il ministro S.E. Cobolli Gigli si trovano il Prefetto della provincia Cavalieri, S.E. Mons. Paolo Albera vescovo delle Diocesi, il Segretario Generale avv. D’Aloia, il Preside della Provincia dott. Pirelli, l’Ispettore Superiore dei Lavori Pubblici comm. Faccenda, tutte le gerarchie provinciali del Governo e del Partito e le rappresentanze fasciste e sindacali al completo.

All’arrivo del Ministro il Commissario al Comune Marchese Giffoni porge un saluto vibrante di fede.

Il Ministro, passate in rassegna le organizzazioni del Partito, le associazioni sindacali schierate lungo il percorso, si avvia alla tribuna eretta sulla piazza dell’orologio, dove parla alla folla adunata sulle finalità che il nuovo Comune deve raggiungere per volontà del Duce e per la laboriosità dei suoi cittadini. Pronunziano anche parole dense di fede il cav. di Gr Croce Romano, il Podestà di Polistena Ing. Lombardi ed il Rev.mo Mons. D. Luigi Guido, Arciprete di Polistena. S.E. Mons. Paolo Albera, Vescovo della diocesi, formulando i migliori auguri per l’avvenire del Comune, chiude leggendo il seguente telegramma del Santo Padre:

-         Città del Vaticano – 13.07 ore 14

Sua Santità augura paternamente nuovo comune italiano Melicucco attinga da salda fede religiosa da integra vita cristiana sua crescente prosperità e invia di cuore auspicio fiorente vita comunale implorata benedizione apostolica.

Cardinale Pacelli ”

 

LO STEMMA

Lo stemma del Comune è come descritto dal decreto del Presidente della Repubblica del 10.07.1974 “d’oro all’albero al naturale terrazzato di verde, sormontato da tre stelle d’argento ordinate in fascia, ornamenti esteriori da comune”.

STEMMA

Comune di Melicucco 

 Provincia di Reggio Calabria

89020 - Piazza I Maggio, 10

Tel/FAX: 0966.937077 / 937006

Pec : protocollo.melicucco@asmepec.it


 

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